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April 08 Però, cosa vuol dire però? Mi sveglio col piede sinistro, quello giusto... Forse già lo sai che a volte la follia sembra l'unica via per la felicità. C'era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo. Oggi indosso la giacca dell'anno scorso che così mi riconosco ed esco. Dopo i fiori piantati, quelli raccolti, quelli regalati,quelli appassiti... Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo, lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove... non importa dove... Io, un tempo era semplice ma ho sprecato tutta l'energia per il ritorno. Lascio le parole non dette e prendo tutta la cosmogonia e la butto via e mi ci butto anch'io. Sotto le coperte che ci sono le bombe è come un brutto sogno che diventa realtà. Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo... Applico alla vita i puntini di sospensione... Che nell'incosciente non c'è negazione. Un ultimo sguardo commosso all'arredamento e chi si è visto, s'è visto Svincolarsi dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni, lascio che le cose mi portino altrove... altrove... altrove... Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni... April 06 Vorrei non avere il cuore, mi fa tanto male.
Ogni mattina, come la prua di una nave impazzita, la rosea aurora si schianta sulle mia palpebre all'insinuarsi delle prime pulsazioni del giorno. Insonnolita mi aggrappo all'ultima certezza del lenzuolo; è ancora presto, ancora un'ora di sonno. Dio che stanchezza, ancora un sonnellino...
Mi porto i vestiti in bagno per indossarli alla luce, li preparo già dalla sera prima per non accendere la luce in camera o aprire la finestra.
Muovendomi in una nebbiolina soporifera perchè come al solito ho sonno, sento per l'ennesima volta che dovrei dormire un paio di mesi per rimettermi in sesto fisicamente.
Quel groppo - allo stomaco o in gola, dove sta il groppo? -, quel groppo che mi impedisce di esprimermi liberamente...forse a frenarmi è la sensazione che qualsiasi altra esistenza sia più pregevole e valida della mia: tutti hanno lottato per combinare qualcosa di importante nella vita, tutti tranne io, e allora forse l'invidia non farà la sua inesorabile e spietata apparizione.
Ieri è stata un'altra giornata nera... Ogni giorno esco di casa prendendo a calci la mia autostima come il cane che trottando sul marciapiede trova soltanto barattoli vuoti e niente da mangiare. Quando mi succede (devo riconoscerlo mi capita sempre più spesso), non guardo neanche il giornale della mattina e non mi fermo mai, nemmeno una volta davanti alle vetrine dei negozi. Se il mondo è così indifferente nei miei confronti, se non mi prende in considerazione, perchè non ripagarlo con la stessa moneta? Se esplode una bomba o deraglia un treno, bene, nessuno si azzardi a contare sulla mia preoccupazione, nè sul mio coinvolgimento, nè sulla mia solidarietà.
Nella vita non bisogna soltanto essere buoni.
Come una frustata vertiginosa che centra il bersaglio, arriva la domanda: quale è il mondo idilliaco? Se riuscissi a infilarmi dentro una navicella spaziale e fermare il tempo, congelandolo come in un banale film di fantascienza, mi verrebbe da domandarmi: c'è mai stato un mondo in cui tutto era possibile, dove c'erano la sicurezza e orizzonti infiniti? Il mondo si restringe quando arrivi a sfiorare tutti i confini e non trovi il segreto.
Non sarebbe buffo se tutti i castelli in aria che facciamo diventassero veri, e noi ci potessimo vivere dentro? October 28
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Così mi monto la testa !!!
lunedì 27 ottobre 2008
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Cristiana Di Ruzza
Protesa Volley Laurentina - Polisportiva Anzio pallavolo: 3-0 (25-22, 25-5, 25-10)
Protesa Volley Laurentina: Micheli Federica 2, Salvatori Chiara 3, Trabiucchi Giulia 5 (K), Ieva Federica 8, Mancini Chiara 9, De Giorni Giulia 10, Fattorini Alessia 11, Di Pumpo Elide 13, Rosati Sara 14, Guerra Carolina 21, Croce Nicoletta 24, Gargano Claudia 29 (L). All: Lorenzetti Giuseppe Battute sbagliate: 3 Ace: 3 Polisportiva Anzio Pallavolo: Caglio Giulia 3, Casella Susanna 6 (K), Ciaramella Alessandra 9, Forcina Cristina 1, Gallinari Ambra 2, Garzi Maria Eleonora 14, Iorli Maria Luisa 11, Calmieri Isabella 4, Pulito Beatrice 5, RIggio Marika 15 (L), Tabarini Camilla 12 All: Genova Andrea Battute sbagliate: 5 Ace:/ Arbitro: Mariani FrancescaRisultati diametralmente opposti rispetto a quelli ottenuti lo scorso weekend per le due squadre che si sono affrontate nel pallone B di Viale di S. Paolo: il Volley Laurentina ottiene i suoi primi 3 punti stagionali, la Polisportiva Anzio Pallavolo incassa la prima, sonora, sconfitta. Partono subito bene le ragazze di Lorenzetti che, approfittando dell’iniziale errore in battuta del capitano degli ospiti Casella, si portano in pochi minuti sull’ 11-3, grazie agli efficacissimi muri della coppia Guerra- Di Pumpo. Un attacco vincente della Tabarini, seguito da una splendida veloce della Forcina, danno però il via alla rimonta e al sorpasso dell’Anzio. Le ottime battute, ancora, della Tabarini mettono in seria difficoltà le ragazze di casa, che aspettano il 15-19 per reagire: un attacco fuori della Ciaramella per l’Anzio e un diagonale vincente della Micheli per il Volley, riequilibrano il risultato portandolo sul 20 pari. Sul finale il braccio della Di Pumpo colpisce di nuovo per ben 3 volte, regalando il primo set alla squadra di casa (25-22). Identico inizio per il secondo set, che vede ancora le ragazze del Volley Laurentina portarsi sull’11-3 in una manciata di minuti, grazie alle battute della Ieva, una delle migliori in campo, e agli attacchi mancini della Di Pumpo, anch’essa certo tra le migliori. Dall’altra parte, troppi errori in ricezione del libero Riggio e qualche indecisione della seconda linea rendono il parziale sempre più pesante. L’Anzio infatti non reagisce, neanche i due cambi fatti dall’allenatore Andrea Genova (la 2 sulla 6 e la 11 sulla 9 ) riescono a risollevare le sorti del set. Finisce 25-5, con le 9 battute consecutive della numero 14 Rosati per il Volley, e la Polisportiva Anzio in gran confusione, soprattutto in ricezione. La battuta della Forcina apre il terzo set regalando il primo punto alle ragazze di Genova, con un buon pallonetto della Tabarini, certamente la migliore della sua squadra. Ma non basta: palla persa in battuta e il Volley Laurentina sorpassa e allunga con le potenti battute (due ace) della Ieva: la numero 8 porta il risultato sul 10-3, complici anche i pallonetti della sempre puntuale alzatrice Trabiucchi, e i “soliti” attacchi della Di Pumpo. L’Anzio rimane in partita fino al 18-9: poi alla battuta, ancora la Rosati, guida la sua squadra fino alla fine del terzo set, che termina 25-10. Un Anzio troppo arrendevole e in confusione contribuisce alla vittoria di un ottimo Volley Laurentina, cui vanno ovviamente riconosciuti i meriti di una buonissima organizzazione in ogni reparto e una concentrazione sempre alta durante tutti e tre i set. Un plauso particolare, oltre alle già citate Ieva, Di Pumpo e Tabiucchi, va fatto al Libero Gargano che ha lasciato cadere davvero pochissime palle, con appoggi sempre precisi sulle mani della brava alzatrice. È presto ancora per esprimersi sulle sorti del girone ma siamo convinti che se il Volley Laurentina continuerà con la determinazione vista in campo oggi, metterà in seria difficoltà qualsiasi squadra le si presenterà di fronte. |
Sono troppo orgogliosa delle mie compagniuccie!!! 
Dr.Lauren e Miss Tina
In un’oscura cantina sulla via Laurentina, uno scienziato pazzo chiamato dottor Lauren (noto al fisco come Giuseppe Lorenzetti) prova da tempo strane pozioni magiche…
No, state tranquilli: non è doping! Però ci deve essere una strana alchimia, se nelle prime due giornate di campionato le ragazze del Volley Laurentina hanno mostrato una pallavolo double-face.
La pozione della prima settimana non deve essere venuta granché bene, se è vero che nella penombra del campo dello Sporting Roma (un campo in cui si gioca una pallavolo romantica a lume di candela…) le nerazzurre hanno combinato guai: bagher che mettevano in serio pericolo le vetrate, attacchi in stile “casual”, muri con movimento delle mani che sembrava il “ballo del Simone” e una serie di altri gesti tecnici tratti dal libro “Come non si gioca a pallavolo”.
Una settimana di tempo per cambiare gli ingredienti della pozione, e il dottor Lauren ripropone la sua creatura nel pallone di San Paolo. Capitan Trabucchi preme un bottone e partono i fuochi d’artificio: Federica Micheli vola in alto ed esplode in un turbinio di luci colorate, Elide Di Pumpo e Marta Pistone lanciano razzi aria-terra e aria-aria, Sara Rosati spara missili che fanno molto rumore nel campo delle avversarie.
Dalla pallavolo zombie allo spettacolo pirotecnico in una settimana non è solo un fatto tecnico: evidentemente c’entra molto la questione dell’atteggiamento mentale. In qualche modo anche la differenza delle avversarie ha influito sul rendimento di Micheli e compagne: NMC è scesa in campo concentrata e determinata a non sbagliare, l’Anzio ha “aiutato” parecchio il Volley Laurentina a ritrovarsi accettando con eccessiva serenità il ruolo del punching ball (ne parliamo in un altro post in questa rubrica). Però il Laurentina ha cambiato faccia ed ha mostrato quello che Sua Maestà Re Julio chiamava “l’occhio della Tigre”.
La centrale Federica Micheli è la stella della squadra. Per portarla a spasso ci vuole il porto d’armi: ha una battuta in salto che fa paura e una elevazione clamorosa a muro e in attacco. Ci sarebbe da domandarsi perché non giochi in categorie nettamente superiori. Purtroppo la risposta a questa domanda la nostra campionessa l’ha data nella partita contro l’NMC: una giornata storta, una prestazione incolore. Sembra che la continuità non sia il suo forte. E allora ci vuole una doppia razione della pozione del dottor Lauren per ricaricarla e riaccendere la miccia… Comunque sia, permettetemi un consiglio da amico per le avversarie: quando la incontrate portate i caschi e le armature, perché la fanciulla mena…!
Il martello Elide Di Pumpo e la centrale Sara Rosati sono le veterane della squadra, due”vecchiette” di 28 e 25 anni (e questo vuol dire che la squadra è comunque piuttosto giovane…). Non ho studiato bene la loro biografia, ma mi risulta che siano al Volley Laurentina già da un po’ di tempo. Elide è una gran collaudatrice di muri, dato che appena trova un piccolo spazio tra le mani avversarie ci infila il pallone.
Sara Rosati contro l’Anzio ha avuto una mutazione genetica e una grave (per l’Anzio…) crisi di identità: credeva di essere Sartoretti ed ha cominciato a fare una serie di aces che hanno fatto sì che il set fosse rapido come bere un bicchiere d’acqua… pardòn, come bere la pozione del dottor Lauren!
Giulia Trabucchi è la direttrice d’orchestra: alla prima dell’opera ha steccato come le sue soliste, alla seconda uscita ha diretto con la maestria di un Von Karajan la Sinfonia delle Mazzate di Ludwig van Lorenzett (il fratello musicista del dottor Lauren…). Raro prototipo di palleggiatrice sorridente, questa volta la proponiamo in un gesto tecnico dall’altra parte della rete: le foto sexy nel riscaldamento ce le teniamo per una prossima occasione…
Sabato prossimo la trasferta consisterà nel giocare due ore più tardi, dato che le laurentinette saranno ospiti del Quintilia ACLI, altra squadra profuga nel pallone B di San Paolo, ma che gioca alle ore 18 (il Laurentina gioca le partite interne alle 16). Il dottor Lauren chiede molto alle sue ragazze: tra tutte le squadre dei campionati regionali, il Laurentina è una di quelle che fanno più allenamenti. E i risultati, fin qui, si sono visti… a parte quella prima dormita collettiva sul campo dell’NMC! Parlare di classifica dopo due giornate significa sfidare Nostradamus sul suo terreno, però non è tanto assurdo dire che da questa partita ci si attende delle conferme dei progressi mostrati finora da questa squadra. E non sarebbe assurdo vedere il Laurentina puntare in alto in questa stagione. Se la pozione funziona nel modo giusto…!
Posted on October 28th, 2008 by Steve Pan
October 18
You can see it in a clear blue sky You can see it in a woman's eyes You can hear it in your baby's cries You can hear it in your lover's sighs You can touch it in a grain of sand Yeah hold it right there In the palm of your hand Feel it 'round you everyday And hear what I've got to say
God gave me everything I want Come on I'll give it all to you God gave me everything I want Come on I'll give it all to you
saw it in the midnight sun And I feel it in the race I won And I hear it in the windy storm And I feel it in the icy dawn And I smell it the wine I taste And I see it in my father's face And I hear it in a symphony And I feel it in the love You show for me
Yeah God gave me everything I want Oh come on I'll give it all to you God gave me everything I want
Come on I'll give it all to you God gave me everything I want I can't stop can't stop I'm still looking now God gave me everything I want Oh come on I'll give it all to you
Crazy you said It's all in your head
Vi è mai capitato di pensare che siete stati davvero fortunati ad avere avuto un'educazione, a vivere in una grande città, a poter contare su amici che vi vogliono bene, senza però che vi rendiate conte della vostra fortuna?
A volte sento l'ira montarmi dentro, ma mi sforzo di dominarla. Sono fortunata a essere viva, dico a me stessa. Fortunata perché potrei trovare una casa e vivere sola, avere un ragazzo/fidanzato ufficiale, un lavoro ben pagato e amici divertenti. Come si suol dire, potrei prendere il mondo per la coda... potrei... e invece... non posso permettermi neanche l’affitto di una stanza, non ho nessun ragazzo al mio fianco e il mio lavoro, dove per mesi mi hanno tenuto sulla corda promettendomi grandi cose, si è rivelato un biglietto di sola andata per il nulla!
Dal 1 settembre:
- Quattro mesi di ciclo ininterrotto. Soluzione adottata: uso della pillola… con tutte le spiacevoli conseguenze connesse;
- Non rinnovo del contratto di lavoro al centro di accoglienza: fulmine a ciel sereno dopo le tante promesse e rassicurazioni in merito fino al 20 agosto;
- Ennesimo incontro sbagliato con cojo.. di turno;
- Mobbing pressante a lavoro: non solo non mi rinnovano, ma mi fanno scontare non so cosa;
- Caviglia destra gonfia e dolorante dal 14 giugno senza nessun accenno di miglioramento;
- Il mio ex storico si rifà vivo per l’ennesima volta, con una proposta oserei dire sconvolgente (“andiamo via e rifacciamoci una vita insieme”), e per l’ennesima volta scompare di nuovo: vigliacco imbecille;
- Multa sotto la prefettura per via delle strisce blu: solo io non sono riuscita a farmela levare (36 €);
- Tasse albo praticanti avvocati che non ho mai pagato dal 2004 (190 €): ma se nemmeno faccio la pratica!!??
- V dito mano sinistra fratturato durante un allenamento: dopo un mese nessun accenno di guarigione (ok, ok! Colpa mia che ci gioco, però… che cavolo!!);
- Mi bloccano il certificato medico sportivo per troppi extrasistole (200 € di analisi!): ma non sarà lo STRESS!!!!????
- Ho perso il mio anello preferito!
- Rotto il borsone nuovo da pallavolo;
- Si rompe per l’ennesima volta la marmitta dell’auto;
- Febbre e naso tappato il giorno della prima di campionato;
- Si è rotto il borsone nuovo da pallavolo;
- be continued………
Cosa accade? Deve pur esserci una spiegazione, di questo ne sono certa. Ho imparato che c’è sempre una ragione in ogni cosa e una spiegazione per tutto. C’è qualcosa che non va. Ma il mio eterno ottimismo, o la mia stupidità, mi spingono a credere che ci sia una spiegazione logia per tutto ciò, qualcosa di cui riderò, più tardi.
Inseguo i miei pensieri. Che diavolo succede alla mia vita? Desidero disperatamente riavvolgere il nastro. In questo momento non mi rendo conto di quanto sono fortunata. Lo apprezzerei, se sapessi quello che mi attenderà da qui a poco.
Ho la sensazione che tutti se la stiano spassando. La gente beve, scherza…
Anch’io a volte ho giornate simili. Vorrei una vita semplice, senza complicazioni. Una volta di più desidero tornare indietro nel tempo e godermi i giorni in cui ero inconsapevolmente “fortunata”.
Da come si stanno mettendo le cose difficilmente sarò riuscita ad avere un figlio prima dei trentacinque anni.
Io non ho figli né vedo nel mio immediato futuro la possibilità di averne. E allora?
In questo momento posso fare della mia vita tutto ciò che desidero. Forse è sempre stato così, però c’era sempre stato qualcosa a condizionarmi: i miei genitori, la necessità di guadagnare, credere per 7 anni in una relazione (e solo dopo 11 anni accorgersi di avere avuto a che fare con un vigliacco cinico e superficiale egoista… mio Dio, che cieca!), la speranza di un buon lavoro…
La mia vita è una lavagna pulita. Cosa voglio scriverci sopra?
Non sono ancora ripiombata nella depressione. Sono solo incazzata.
Passo le domeniche con un tremendo mal di testa. Di solito non sto così male dopo aver bevuto nel weekend. Il venerdì e il sabato sera bevo birra e non penso ad altro per due o tre ore.
Il lunedì mattina mi alzo sbadigliando e stiracchiandomi. Ho sempre mal di testa, probabilmente per colpa della birra. Che non sia più in grado di reggere l’alcol come una volta? Eppure mentre bevo non mi sento affatto sbronza!
Ho quasi trent’anni, santo cielo… i diritti umanitari non “pagano”. Dovrei cambiare settore… il fatto è che sono troppo vecchia per farlo.
È un po’ tardi per cominciare una nuova carriera. Avrei dovuto pensarci molti anni fa. Ma è comunque imbarazzante prendere una paga irrisoria a trent’anni…
È possibile che a quarant’anni lavorerò in un caffè. È altrettanto possibile che un giorno o l’altro accada qualcosa di molto romantico. Potrei essere sposata entro un paio d’anni o non sposarmi mai. Non ho nessuna certezza.
Tutto quello che in questo momento so con sicurezza è come una lavagna pulita, e non vedo l’ora di sapere che cosa ci scriverò sopra. October 09
mi vengono in mente un po’ di pensieri confusi. E se ci cancellassimo da soli invece di aspettare che gli altri si dimentichino di noi cosa accadrebbe? Credo proprio un bel niente. Anche perché poi con il tempo ci si dimenticherebbe.
Perdersi è solo un passaggio tra il trovarsi e l'oblio.
Chi sei? Chiese . Perché non riesco a dimenticarti? Perché ogni cosa che mi parla di te mi brucia dentro e un leggero calore infervora il mio corpo per un istante? Un istante che mi fa sentire così stupido e inerme.
Mentre cerchi di guardare qualcuno che ti sta dimenticando tra di voi si frappone un muro colmo di assenze, altissimo ma anche molto sottile. Nessuno fa niente per romperlo, e man mano che passa il tempo la sua altezza si fa sempre più impressionante, e cresce anche il suo spessore. In primavera, dopo un inverno colmo di pioggia, dei petali rivestirono il muro con una coperta di fiori. L'estate seccò le foglie e lo ricoprì di salsedine. L'autunno lo colorò di giallo e di nuovo torna l'inverno di bianco. Ogni tanto si odono passi sia da una parte che dall’altra, ma il coraggio di oltrepassarlo quello non c’è. Ormai quel muro è diventato parte della nostra esistenza, c’è chi ci porta la fidanzata ad ascoltare il cinguettio degli uccellini, c’è chi piange un cuore lontano e c’è chi lo incolpa di ogni suo male. Ogni tanto una vocina ci circola nella testa…
Chi c'è dietro quel muro? Chiese. Perché non ricordi il nostro trovarsi? Perché dimentichi? Questo muro non è così spaventoso da potersi perdere.
L'oblio appoggiò la schiena contro il muro del perdersi e il trovarsi si scostò a sinistra affinché esso finalmente cadde . Quando l'attenzione dell'oblio si mitiga allora io , colui che trova, il trovarsi , combatte senz'armi e riparte scavalcando l'invecchiato e ormai debole muro che ci ha fatto perdere. Non ricordo, disse l'oblio, ma mi fido di questi petali secchi, di queste briciole di salsedine, di queste foglie e di quest'acqua che era neve. L'oblio pianse il suo muro e capì che c'era qualcuno più forte di entrambi innanzi a sé. October 08
La superficialità e l'egoismo umano non hanno limiti.
Ho perso l'unico grande sogno che avevo... montato su una marea di illusioni e "falsi"ricordi... praticamente più che irreale! È come se dovessi correre in eterno, con mani e gambe legate. Avrebbe senso? No... sentirsi eternamente legato a qualcosa che non ci appartiene, però bisogna correre e cercare di rimanere al passo con il mondo per non rischiare di essere risucchiati da questa nube di perfidie.
E ora? ora non mi va di correre... cammino ancora un pò a occhi chiusi, al buio: ho mal di testa.
Si commettono errori, si creano rimpianti, tutto quello che rimane sono ripercussioni che a volte rendono laboriosissimo anche un semplice gesto come alzarsi dal letto.
Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po', perciò corro… fino alla fine… Corro. Non chiedo niente a nessuno, lo faccio e basta. Se tu vuoi qualcosa, nessuno potrà impedirti di raggiungerla. Me ne frego degli altri, delle loro idee e dei loro stupidi commenti, prendo e vado, corro, con lacrime di gioia o di dolore a rigarmi il viso, con il vento che mi scompiglia i capelli, urlando, gridando, mandando a quel paese tutto e tutti e continuando a correre, sempre più veloce, senza pensieri nella testa, solo io, io e nessun'altro. Com'è questa sensazione? Cosa sento? Cosa provo? Ora guardo in alto, vedo quell'immenso spazio colorato di azzurro. Grande vero? Non devo pensarlo nemmeno per scherzo, il senso di libertà e fantasia che posso raggiungere ridurrebbe quello spazio ad un granello di sabbia. Basta crederci. Basta volerlo. E correre...
La mente è una spugna; il cuore è acqua che corre. Non è strano che la maggior parte di noi preferisca assorbire anziché correre?
... SO MANY WAYS ... September 26 Come up to meet you, tell you I’m sorry, You don’t know how lovely you are. I had to find you, tell you I need you, tell you I set you apart. Tell me your secrets and ask me your questions, lets go back to the start. Running in circles, coming in tales, heads are a science apart. Nobody said it was easy, It's such a shame for us to part. Nobody said it was easy, no-one ever said it would be this hard, take me back to the start. I was just guessing at numbers and figures, Pulling your puzzles apart. Questions of science, science and progress, do not speak as loud as my heart. And tell me you love me, come back and haunt me and I rush to the start. Running in circles, chasing tails, and coming back as we are. Nobody said it was easy, its such a shame for us to part. Nobody said it was easy, no-one ever said it would be so hard. Im going back to the start. September 17 Che vergongna!!!
Ieri pomeriggio, alle 14:30 circa, solito pienone in prefettura per il ritiro dei nulla osta. Avevo indossato il mio vestito preferito (nero con gonna "svolazzante" altezza ginocchio, attillato in vita) un pò perchè la sera c'era la cena di Federica, e non avrei fatto in tempo a cambiarmi appena arrivata a casa, un pò per vanità: dopo tutto quello che mi è successo, almeno volevo sentirmi "carina"! e in effetti, non per vantarmi, quel vestito mi dona molto: stavo così bene che tutti mi hanno fatto un sacco di complimenti... insomma, era il mio giorno "femme fatale" 
Vado in bagno... esco... e non mi accorgo che la gonna era rimasta, diciamo "impigliata" su...praticamente avevo quasi il sedere di fuori!!!!!!! Col caldo che faceva lì dentro non me ne ero proprio accorta!!! E così, dal bagno alla stanza dello sportello, inizio questa "sfilata" tra duecento persone e più che guardavano senza dire nulla!!!!!!!!!!!! ce ne fosse stato uno che avesse detto qualcosa... guardavano e basta, ed io come una cretina pensavo pure tra me e e me: "ammappate!! oggi mi sono vestita proprio bene, guardano tutti... sono soddisfazioni...".
Arrivo allo sportello, mi siedo, nessuno dei miei colleghi si era accorto di nulla... Iniziamo a chiamare gli utenti. Arriva il primo che va dal mio collega. Si lamenta come al solito del disservizio della struttura, la sporcizia, i numeretti che non ci sono, l'aria condizionata... bla, bla, bla... e poi esordisce "AHOOOO!!! però almeno una cosa bella ce l'avete qui dentro: il *********** della collega tua!!!" .........................................................................................................................................................
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a quel punto ci accorgiamo...MI ACCORGO!!!... del misfatto! Due reazioni: sotterrarmi per mezz'ora e poi fuggire in lacrime per non far ritorno mai più!!! oppure buon viso a cattivo gioco e fare finta di nulla...ridere... e così ho fatto, tanto ormai...!! meno male che la mia ironia prontamente mi salva in queste situazioni...
Gli utenti (tra l'altro quasi tutti italiani visto che sono i datori di lavoro) cercavano di venire tutti da me, e mi sorridevano senza proferire parola, mentre io facevo finta che non fosse successo nulla...
Fino alle 18:00 così... se avessi potuto, sarei "sparita"!!!! i miei colleghi non se la smettevano più di ridere e prendermi in giro...
Sempre io, sempre e solo io... possibile????
Che vergogna!!!!! 
Ovviamente al compleanno di Fede non potevo non "brindare per dimenticare"... e così giù con il vino............ e anche ieri sera non mi ricordo come sono arrivata a casa!!!!! September 06 Rientro dalla vacanze e succede tutto: dopo mille rassicurazioni in merito, mi comunicano il NON rinnovo del contratto di lavoro a fine mese (che farò ora??), la mia pseudo storia simil seria si rivela una bufala (tutti i più insulsi luoghi comuni del più banale coglion... in un uomo solo! a dir poco strabiliante), probabilmente ho perso il mio più caro amico perchè, chiamato a rapporto per un'uscita serale/conforto di emergenza visti gli eventi, ci ha provato spudoratamente nonostante gli dicessi che non era cosa...tutto lunedì 1 settembre appena rientrata dalle vacanze (l'aereo dalla spagna era atterrato appena la sera prima!!) !
La correttezza non è più di questa terra: colpita e affondata su più fronti!
Insomma, i primi giorni talmente sotto shock da non sentire più emozioni, rintontita completamente... ho pianto...
Ieri, dopo gli allenamenti, sono andata a cena da Fede: io, lei e Lisa ci siamo finite due bottiglie di vino rosso! Bevevo bicchiere dopo bicchiere, giù tutto d'un fiato... avevo proprio bisogno di bere... una bella pezza!!!
Siamo uscite un attimo in macchina, e se la polizia per caso ci fermava... solo il cane di Fede poteva fare la prova del palloncino!
Sono tornata a casa non so come e per fare l'unica rampa di scale del garage c'ho messo 10 minuti buoni.
MI CI VOLEVA PROPRIO!!! 
Stamattina per svegliarmi una forza d'animo fuori dal normale!!! e sono venuta a lavoro "comodamente" con un'ora di ritardo! tanto mi hanno "licenziata"..... BASTARDI!
ma non sanno con chi hanno a che fare... eheheh!!! August 19
Quei piedi, nei tempi moderni,cammineranno su suole fatte in Cina? attraverso i luminosi prosaici centri commerciali ed i lunghissimi corridoi...
Siamo ciechi – possiamo vedere? Siamo un tutt’uno, incompleto Siamo ciechi – in città?
Aspettiamo il fulmine che ci salvi, sì, perche l’amore è rumore, l’amore è dolore, l’amore sono questi blues che sto cantando ancora…
Quei piedi, nei tempi moderni, capiranno la condanna di questo mondo? Riconosceranno la giusta rabbia? Capiranno la dipendenza di questo mondo?
Ero cieco - non potevo vedere ciò che era proprio qui in me Ero cieco – insicuro, sentivo che la strada troppo lunga, sì, perche l’amore è rumore, l’amore è dolore, l’amore sono questi blues che sto cantando ancora…
L’amore è rumore, l’amore è dolore, l’amore sono questi blues che sto sentendo ancora…
Tutti quei piedi, nei tempi moderni, camminano su suole fatte in Cina. Vedranno quei piedi , nei tempi moderni, gli scintillanti centri commerciali? Riconosceranno quei piedi, nei tempi moderni, il pesante fardello? Quei piedi, nei tempi moderni perdoneranno i miei peccati? L’amore è rumore… August 09
Perché sono incosciente? Toccato il fondo, interrotto ogni legame tra le mie emozioni e il mondo, non ho più nulla da perdere…
la mia forza: mettermi in gioco; la mia difesa: l’indifferenza, nessuna disposizione d'animo, guardo scorrere la mia esistenza e va bene così…
Mi sono mossa perché probabilmente cercavo qualcosa… l’ho trovata, e nonostante le mie titubanze, i miei ripensamenti, le mie paure, l’ho “seguita”… non era questo che volevo, ma l’ho fatto. Perché? Perché a volte il mio “stare ferma” mi pesa. Questa notte inconsciamente l’ho “seguita” ancora, fino in fondo… forse troppo presto, non ero serena, non ero sicura, ma come succede sempre ho detto sì… forse lo volevo davvero, ma se così fosse perché mentre tutto succedeva mi sono estraniata? “non c’ero più”… la mia forma di autodifesa, il distacco delle mie emozioni da tutto quello che mi circonda e dalle situazioni in cui mi trovo… il vuoto. Il vuoto e la mia maschera, la più bella che riesco ad avere, la più serena… la più finta. Cosa cerco? vorrei chiudere gli occhi e “sentire” tutto, tutto il mio corpo dovrebbe "sentire"… e la mia mente dovrebbe essere vuota, ma solo perché tutto “girerebbe” in ogni parte di me… Non devo pensare che è così come sempre, lo so, ma ieri io “non c’ero” di nuovo… è questo che tutti gli altri vogliono da me?
e intanto...solo due parole, una sola musica, mi frullano in testa: Violet Hill... "chi" vuole intendere, intenda!
July 30 Un' amica mi ha detto di smetterla di aspettare che la vita venga verso di me, che mi regali emozioni, che arrivi qualcosa di nuovo, che la sorte giochi a mio favore, che la felicità sia nascosta dietro l'angolo. "Esci e prendi ciò che c'è, anche se è poco, anche se non è esattamente ciò che vorresti." E così ho deciso, provo, esco e vedo che c'è.
Persone entrano nel mio tempo, occupano una parte dei miei pensieri, della mia vita, del mio spazio, di me. Poi, a volte piano, a volte no, si allontanano ed io le vedo farsi piccole nei miei ricordi, come viste dal finestrino di un treno in corsa mentre si allontana. Vanno via lasciando il posto a qualcun altro, è sempre così, è come la ruota di un luna park, si sale, si fa un giro, si scende lasciando il posto ad altri. Gente che viene, gente che va......Ed io rimango qui, e guardo, e osservo, e penso.
Mi guardo in giro, osservo le persone attorno a me, cerco di capire, qualcosa mi sfugge. Gente che cammina, parla, lavora, ride, soffre. Giorni che scorrono veloci, anni che passano, come acqua che scivola tra le rive di un fiume, vita che sfugge tra mani inconsapevoli che si trovano presto svuotate di tutto. Osservo e non capisco il significato di tutto ciò, mi pare inutile, un affannarsi che alla fine non porta a nulla, senza senso, come versare acqua in un vaso rotto.
Mi chiedo cos'è che fa preferire la solitudine. Conoscere centinaia di persone, uscire e salutare tutti, scambiare battute, scherzare, sorridere. Ma non aver amici, rinchiudersi in casa e non ricevere, non far visita a nessuno. Tv, radio, internet, libri, musica, passatempi vari, pensieri... Pigrizia, diffidenza, paura? Sentir che manca qualcosa ma non far nulla per cercare ciò che potrebbe chiudere questo puzzle di incompletezza. Desiderare qualcosa, qualcuno, ma nello stesso tempo amare la propria solitudine, pur sapendo che non è così che si vorrebbe vivere...
Voglio vivere la vita e non essere mai crudele. E voglio vivere la vita ed essere buona con te. E voglio volare e non cadere mai giù. E vivere la vita e avere amici intorno. Non siamo mai cambiati, vero? No, no. Non abbiamo mai imparato, vero? Così, voglio vivere in una casa di legno. Voglio vivere la vita ed essere sempre sincera. Farsi più amici sarebbe semplice.
Io non ho un'anima da salvare, sì, ed ho peccato ogni singolo giorno. Voglio vivere dove nasce il sole. July 26
Maledetta insonnia. Sono stanchissima... esausta... non riesco a recuperare le ore di sonno perse. E quando mi metto a letto e mi rigiro, mi rialzo per bere e mi rimetto a letto. Niente, non dormo. Solo il tedio di sapere che domattina sarò rincoglionita e sicuramente ancora in ritardo. Chiodi fissi nella testa rendono ogni cuscino scomodo, ogni pensiero una fissa, qualunque cosa va bene pur di non dormire. E il bello è che ci riesco. Il bello è che la mattina riesco ad alzarmi nonostante il coma. Il bello è che tutto ciò che di notte non mi fa dormire, durante il giorno è come se fosse assopito. Cavolo, io e il mio subconscio non potremmo metterci d'accordo? A sto punto preferirei quasi passare 18 ore al giorno in agitazione e poi crollare invece che stare tranquillo fino a quando non mi devo mettere a letto. Devo bere, una bella sbronza per crollare a letto. Vorrei una giornata di cazzeggio a casa, sola!! senza nessuno in giro... impossibile! Vorrei avere la "forza" di vedere un bel film, di leggere uno dei tanti libri che ho comprato, magari mi mangio una pizza. Vorrei uscire con il mio cane Molli, una bella passeggiata al parco, ma il letto... Più vado avanti e più mi viene in mente L'Uomo senza sonno con Christian Bale, gran film. Prima o poi deve venire fuori. Devo fare assolutamente qualcosa.
July 15
Nella vita NON CI SONO RISPOSTE, SOLO SCELTE... io scelgo di superare il passato e di riconoscere quella che sono e quello che provo e questa è l'unica mia forza: nessuna paura in proposito, non ho più nulla da perdere... e tu?... comunque, ecco il mio coraggio: io ti amo. Mi è chiaro da poco, perchè ho sempre avuto "troppo altro" a cui pensare per poterlo capire.
Viaggio verso la luna - dormi, dissipando un sogno - controllando la luce delle stelle abbandonate. Il sorriso che hai dimenticato, per essere più forti insieme, sono certa che possiamo trovarlo di nuovo. Ti prego, renditi conto: Ti sto aspettando qui. Anche se il futuro è differente rispetto ad ora, ti sto aspettando qui. Continuerò ad urlare. Sono sicura che il mio cuore sta tirando quel filo che ci unisce, così la me stessa di allora si risveglierà. Non c’è bisogno di piangere. Viaggio in silenzio. Se ti raggiungo, posso toccarti, ma sei così lontano nei miei ricordi. Se chiudo i miei occhi, posso ascoltare la tua voce. Anche un piccolo dolore è prezioso. Guardami: ti sto aspettando qui. Sebbene ti senti perso e spinto dal vento, ti sto aspettando qui. Guarda su nel cielo. Il mio cuore sempre ti protegge a braccia aperte, finchè il te stesso di allora si giri verso di me. Non c’è bisogno di piangere. Senti qualcosa, non senti nulla. Ascolta attentamente, ascolta attentamente a orecchie aperte. Disarma quel sogno stuzzicante in quel momento. Mi troverai dove c’è quiete. Ascolta attentamente, ascolta attentamente. Lascia che il sangue scorra attraverso tutti gli spazi dell’universo. Ti prego, renditi conto. Ti sto aspettando qui anche se il futuro è differente rispetto ad ora. Ti sto aspettando qui. Continuerò ad urlare. Sono sicura che il mio cuore sta tirando quel filo che ci unisce, così la me stessa di allora si risveglierà. Non c’è bisogno di piangere.
Ma so anche come sei tu (non ti smentisci: non cresci, non superi, non affronti, nessun coraggio, paure, fughe... COSA VUOI ALLORA DA ME??) e cosa provi, per cui sono impotente ed esausta...
... so many ways... la conclusione di tutto la riconosci anche tu. FINE.
ALL I COULD DO WAS RUN... RUN AWAY FROM HERE. THERE WAS NOTHING I COULD SAY... I WAS JUST A CHILD..
July 08
Sto vendendo la maggior parte della roba che ho in casa, tutto quello che non vorrei portare con me…
Ci sono passeggiate da fare, negozi da girare e tagli improbabili di capelli da provare.
C’è così tanto da fare. Cerco di non pensare a tutto quello che sta per arrivare, a tutte le faccende che occorrerà sbrigare. Quanto dovrei/ potrei/ vorrò reggere? Dovrei schiarirmi i capelli? Quella pasta dentifricia sbiancante funzionerà per davvero? Ho bisogno di un’assicurazione medica...
CORRERE: quando corro riesco a sentire la contrazione dei miei muscoli, lo sfozo delle cartilagini, il moto dei miei pettorali, il pulsare del mio sangue…riesco a “sentire”…

July 07 Ennesimo schianto... a bad dream... un dolore pazzesco e uno sconforto profondo... mi rialzo e riprendo a correre... senza sentimenti, senza emozioni...
"Se fossi qui con me questa sera sarei felice e tu lo sai. Starebbe meglio anche la luna, ora piu’ piccola che mai. Farei anche a meno della nostalgia che da lontano torna a portarmi via. Del nostro amore solo una scia che il tempo poi cancellera’ e nulla sopravvivera’.
Forse e’ anche stata un po’ colpa mia credere fosse per l’eternita’. A volte tutto un po’ si consuma, senza preavviso se ne va.
Non ti scordar mai di me, di ogni mia abitudine, in fondo siamo stati insieme e non e’ solo un piccolo particolare. Non ti scordar mai di me, della piu’ incantevole fiaba che abbia mai scritto, un lieto fine era previsto e assai gradito." June 23 Ho guardato fuori stamattina e il sole se n’era andato. Ho messo su un po’ di musica per iniziare la giornata. Mi sono perso in una canzone familiare, ho chiuso gli occhi e sono sgusciata via. È più che una sensazione quando ascolto quella vecchia canzone che si suonava una volta. Incomincio a sognare... Così tanta gente è venuta e se n’è andata: le loro facce sbiadiscono al passare degli anni. Ancora ricordo se ci ritorno sopra, chiaro come il sole nel cielo d’estate. Quando sono stanca e mi sento distaccata mi nascondo nella mia musica, scordo il giorno e sogno... chiudo i miei occhi e sguscio via... June 18 Norcia: stessi giorni... stessa partita... stesso campo... stessa ora... stessa caviglia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
DISTORSIONE scendendo da un muro (per una volta che mi ricordo di raddoppiare al centro) sul piede del centrale avversario "invasore"............................................. che doloreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!! Ho visto tutte le stelle, costellazioni, pianeti, galassie... tutto l'universo completo! e dire che è la terza volta: la prima a 17 anni (con rottura dei legamenti) e la seconda proprio l'anno scorso a Norcia (incidente fotocopia di questo!). Ma il dolore che ho provato questa volta è stato inimmaginabilmente e atrocemente, fortissimamente, troppo doloroso!!!  June 10
Così, mi capita di essere tranquilla nei momenti in cui dovrei essere agitata. E di essere agitata nei momenti in cui dovrei essere tranquilla. Serena, tranquilla, fatalista e cinica di fronte ad una tragedia familiare, di fronte a una crisi politica, di fronte ad un litigio, di fronte ad un insulto. Completamente atarassica nei confronti di tutto cio' che fa paura. Turbolenta, inquieta, inavvicinabile di fronte a un piatto di pasta, di fronte a un prato verde, allo scaffale di un supermercato, all'arcobaleno.
Tutto ad un tratto, senza spiegare perche' ne' tantomeno chiedere scusa, qualcuno da sopra o da sotto, da destra a sinistra, di sguincio, d'obliquo, spinge un tasto e io mi spengo: Pum! annichilita, senza rimedio. Non parlo piu', accenno sorrisi piu' forzati delle serrature delle Uno bianche tra gli ottanta e i novanta. Tutta la conoscenza del mondo se ne va... Non mi esce piu' una parola dalla bocca, mi si rovescia tutto dallo stomaco, cessa la voglia di mangiare, di parlare, e comincio a dialogare solo ed esclusivamente con il mio cervello. Parlo con l'ansia che mi sale dentro, e tutti sentono, anche se nessuno riesce ad ascoltare.
Perche' e' roba tra Elide e Elide, e' roba che Elide dice a Elide, e' la migliore amica di Elide che parla con Elide, e' il papa' e la mamma di Elide che si prendono cura di Elide, e' Elide che scrive di Elide: "Sei una delle persone piu' criptiche che abbia mai conosciuto!". Anche quando, tutto sommato, intorno mi girano cose abbastanza belle. "Ehi, che c'hai?". Restano dentro e diventano piu' brutte, e quelle piu' brutte restano dentro e diventano ancora piu' brutte.
Io, da tempo cerco di capirmi. Ma non ci riesco, perche' la mia opinione non mi convince mai.
If you wanna be my friend, if you want us to get along, please do not expect me to wrap it up and keep it there. The observation I am doing could easily be understood as cynical demeanour, but one of us misread... A friend is not a means you utilize to get somewhere. Somehow I didn't notice friendship is an end. How come no-one told me all throughout history the loneliest people were the ones who always spoke the truth, the ones who made a difference by withstanding the indifference? I guess it's up to me now... Should I take that risk or just smile? What do you know, it happened again... what do you know...
June 09
Non sopporto essere svegliata in modo brusco. E per modo brusco intendo porta spalancata, ordini del tipo “alzati”, “svegliati”, “in piedi”, informazioni a voce troppo alta su che ore sono, ora puntualmente spostata di mezz’ora, per farti credere che hai dormito troppo e sono cazzi tuoi, passo svelto verso la finestra che verrà brutalmente aperta anche con 5° sottozero, ma non prima di aver acceso la luce più accecante che possa esistere per te, patetico verme che ti rotoli ancora sotto il caldo delle coperte. E a meno che voi non siate protagonisti di Full Metal Jacket (ma a quel punto aspettatevi anche di peggio, palle di lardo), c’è solo una persona che può svegliarmi in questo modo...mio padre!
Non so, rancore?? sarà che lui è in piedi dalle sette - ma chi te l’ha chiesto?? - e tu sei ancora a letto, sarà che è un po’ sadico e sa che ormai a quest’età ha potere su di te solo quando sei semi incosciente e non capisci se qualcuno ti sta chiamando fuori o dentro dal sogno che stai facendo, fatto sta che essere svegliati in questo modo è un più che valido motivo per cercare di uccidere chiunque ti si pari davanti durante la giornata e non ti chieda scusa per il solo fatto di esistere. Senza contare i dolorosissimi flashback del periodo del liceo, quando ti svegliava alle sei e mezzo, tutti i giorni, urlando e sbraitando e quando ti bussava alla porta del bagno... In quel momento poi i generali delle SS si dividono: ci sono quelle che sentono che il loro dovere è già fatto, quindi se ne vanno, che tu ti alzi o meno, sono cazzi tuoi. Poi ci sono quelle che rimangono lì e ti parlano, dimenticando che di solito non si ascoltano da svegli, figuriamoci in coma. Il mio generale delle SS fa entrambe le cose: o se ne frega, ti chiama, fa tutto quanto descritto sopra, poi se ne va e torna imbufalito se ancora non ti sei alzata, oppure rimane e ti parla. Di cosa poi. Il cane mi ha graffiato la porta e blablablablabla. Tuo fratello deve andare in università, e ancora non si è svegliato e qui e là e blabla. Guarda che tempo, giugno e piove e blablablabla. Guarda che tempo, giugno e sembra luglio e blablablabla. Avete una vaga idea di com’è iniziare la giornata così? Stamattina: SVEGLIATI! May 30 Perché devo volare sopra ogni città lungo tutta la linea? Morirò nelle nuvole lassù e non amo te che sto difendendo... Mi sveglio, è un brutto sogno, nessuno al mio fianco. Stavo combattendo ma mi sento troppo stanca per combattere. Credo di non essere adatta a combattere. Dove incontrerò il mio destino? Sono un essere umano e sono nata per odiare. E quando incontrerò la mia fine? In tempi migliori tu potresti essere mio amico. Dove andiamo? Io non conosco nemmeno il mio strano vecchio volto. E sto pensando a quei giorni... Non mi dispiacerebbe che tu fossi al mio fianco. Ma tu te ne sei andato da molto tempo, si te ne sei andato da molto tempo ormai...
Una causa persa... i miei occhi dispiaciuti li sento nelle ossa, mi resta difficile stare sola, lasciata qui, con addosso le mie ferite. Sono persa. Ci sono troppe persone che conosco: mi vedono arrivare, mi vedono andare; conoscono i miei segreti e io comprendo i loro. Questa città è pazza; a nessuno importa niente.
C'è un posto dove sto andando, dove non sono mai stata prima. Non c'è rimasto nessuno a guardarmi le spalle ora. Nessuno in piedi alla mia porta. Era a questo che pensavo l'amore servisse.
Sono persa. Sono una causa persa. Sono stanca di combattere, di combattere per una causa persa. May 29 ...nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede un grande talento è ipocrisia... May 27
Inatteso
CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA
uomini e luoghi d’esilio people and places of exile
un film di Domenico Distilo
Regia Domenico Distilo
Assistente alla regia Chiara Pazzaglia
Soggetto Domenico Distilo, Chiara Faraglia, Adam Mounir, Chiara Pazzaglia
Sceneggiatura Iosella Porto, Federico Fava, Domenico Distilo
Direttore della fotografia I unità Christian Andres Burgos Hurtubia
Direttore della fotografia II unità Massimiliano Taricco
Direttore della fotografia III unità Maurizio Tiella
Montaggio Paola Fornasier
Montaggio del suono Francesco Tumminello
Cast Mohammed Alì Abubakar, Samuel Teklu, Lual Shoull, Adam, Joanna W.M. Henneman,
Gianni Calastri, Ridvan Ozmen, Nur Mohammed Jamshidi, Matteo Delbò
Produzione Centro Sperimentale di Cinematografia - Divisione Produzione, 2005 produzione@csc-cinematografia.it
Formato 16mm/beta digit durata 53’ ratio 1:1.33
Suono dolby SR
Sinossi
Chi chiede asilo politico in Italia teme per la propria sopravvivenza. È costretto ad attendere diversi anni con il divieto di lavorare e senza ricevere assistenza dallo Stato. Non un luogo dove stare, né cibo, né informazioni.
I profughi si riuniscono in comunità, costruendo rifugi, occupando edifici abbandonati nei pressi dei luoghi del lavoro agricolo e spostandosi seguendo le stagioni di raccolta. Sopravvivono grazie alla loro rete di solidarietà, alle associazioni di volontariato ed al lavoro nero. A partire da Roma, dove una vasta comunità ha occupato gli ex magazzini delle Ferrovie dello Stato nei pressi della stazione Tiburtina, il film traccia le tappe del viaggio di una popolazione nomade di profughi richiedenti asilo, che attraversando la penisola italiana raggiunge i luoghi delle raccolte stagionali per poter così sopravvivere.
Un viaggio nella geografia dell’esilio di eroi, disertori e profughi delle guerre post-coloniali dell’Africa, nuovi migranti d’Europa.
Il regista
Domenico Distilo è nato a Roma nel 1978, ha studiato legge presso l’Università di Messina.
Ha frequentato il corso di Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia (a.a. 2002-2004), Inatteso è il suo film di diploma che è stato presentato al pubblico in occasione del 46° Festival dei Popoli (Firenze, 2-8 dicembre 2005).
Nel 2000 il cortometraggio Entrevias è stato premiato al Messina Film Festival. domenicodistilo@l ibero. i t
Filmografia
2000 Entrevias(13 min. vhs, prod. indip. Cantina Sperimentale)
2001 Un giorno a Roma (60 min. dv, prod. Centro Sperimentale di Cinematografia), film documentario
2004 Bartleby, lo scrivano (15 min. 35mm, prod. Centro Sperimentale di Cinematografia), cortometraggio
dal racconto di Melville “Bartleby, lo scrivano”
2005 Inatteso (53 min., 16mm/beta digitale, prod. Centro Sperimentale di Cinematografia), film documentario
Rassegna stampa
da IL MANIFESTO articolo di Roberto Silvestri
Allievo del Centro Sperimentale, e ottimo, sorprendente e indignato saggio di diploma, Inattesodi Domenico Distilo, un’altra geografia della sopravvivenza, che ci tocca da vicino. Perché smuove il nervo scoperto della nostra attuale miseria morale, il trattamento di chi chiede asilo politico e, in attesa di ottenerlo (anni, di trimestre in trimestre), sfugge, forse, all’annientamento. Non ha casa, lavoro, assistenza, aiuto psicologico, quasi che il nostro governo cerchi di emulare in torture psicofisiche le dittature da cui gli esuli provengono e che ci raccontano. In questo caso sono tre gli eroi «brechtiani» del poema incazzato, ma la loro odissea restituisce, come fosse un coro greco, quella di tutti gli altri, dando anima alle stazioni toccate (la Tiburtina di Roma, una giunta comunale campana di esseri umani, le terre e i letti dove si sfruttano gli stagionali...). E se lo stato li impiegasse nell’accoglienza dei clandestini non politici?
dalla rivista KINEMATRIX articolo di Luciana Apicella
Difficile definire l’arrivante, colui che giunge inatteso, come recita il titolo di questo documentario toccante, bellissimo. Il giovanissimo regista, allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, si è spostato per
l’Italia disegnando una geografia dell’immigrazione, sulle tracce dei “sommersi” senza salvezze da sperare, di
quei profughi che arrivano in Italia non per lavoro o per il miraggio di un’esistenza materialmente migliore ma per
sfuggire alle torture, alle persecuzioni, al carcere, ai regimi politici di cui sono vittime. Narrano del disincanto,
delle sofferenze, della mancanza di un tetto, di acqua, di ogni più piccolo aiuto da parte dello stato italiano sordo
alle loro legittime richieste di esuli e rifugiati politici. Stato che disattendendo sistematicamente la Convenzione
di Ginevra non ha saputo fare di meglio che istituire un ponte aereo con la Libia, in cambio della cessazione dell’embargo, verso la quale sono trasferiti i non graditi ospiti. Le masse di uomini che sbarcano ogni giorno sulle coste della penisola, ammassati per la conta come bestie, parlano della loro condizione con l’amarezza stupita e incredula di chi non comprende la mancanza di una risposta alle loro grida di aiuto. Parlano dei lavori pesanti cui sono costretti per sopravvivere, sotto il sole abbacinante dei campi di pomodori e per le strade, dei sonni rotti sui pavimenti di casolari abbandonati in attesa dell’ennesimo sgombero della polizia. Parlano con voce bassa, lenta, senza rabbia, per questo ancora più straziante. “Gli italiani cosa credono che possiamo mangiare, terra?” dice uno di essi al microfono dell’intervistatore. E di fronte all’ovvietà della richiesta di un pezzo di pane per chi ha subìto privazioni, distruzioni e torture fisiche di settimane o mesi, per chi è rimasto appeso per le mani per giorni, per chi è stato ustionato, sfigurato, si rimane ammutoliti di un silenzio colpevole, che dovrebbe fare abbassare il capo, che ci costringe a chiedere perdono.
Loro
una poesia di Erri De Luca per Inatteso
Escono dai nascondigli, dai sottoscala, affiorano dal buio in cui
sono costretti. Pronunciano i loro nomi all’aria aperta, rispondono
a domande che per la prima volta non servono a riempire
un fascicolo di polizia. Rispondono a chi li chiama fuori a offrire
le loro storie e le loro facce a rischiarare le nostre.
Sta in ombra una società che opprime e sfrutta vite in fuga,
in cerca di scampo. Si nasconde dietro truppe in divisa
una comunità ammalata di allarmi fasulli. Il pregiudizio
è un cancello che tiene prigioniero il suo padrone fino a
farlo diventare suo servo.
Lo straniero è abbondanza, ricchezza, valore. Arrivano da noi
uomini e donne che hanno studiato altrove, per la cui istruzione,
salute, crescita e maturità non abbiamo dovuto spendere
nulla. Arrivano da noi a costo gratis, riempiono i vuoti
di una società anziana. Portano i pesi che non vogliamo
più sollevare. Abitano i metri quadrati abbandonati.
Vivono in punta di piedi, senza diritti, né patti, né contratti.
Cantano a bassa voce, parlano a bisbigli, se potessero
cancellerebbero l’ombra dal muro.
Non esistono nei programmi della piazza politica,
se non per scongiuri e invettive. Esistono qui. Ogni
volta che uno di noi su un organo d’informazione,
in un film, in un documento li racconta, ecco che esistono.
Le loro storie, gigantesche rispetto alle nostre, sono
romanzi in corso, i loro viaggi sono quelli di Simbad
e di Ulisse, le loro avversità quelle di santi e
cavalieri erranti, braccati dalle polizie senza
aver trasgredito alcun articolo del codice penale.
Siamo di fronte a loro e li guardiamo in faccia.
Ogni volta è la prima, perché loro sono primizia
del mondo a venire, seme di miriadi che si spostano
a piedi sulla superficie del mondo e con il loro peso spostano il mondo.
Dialoghi di profughi
Interno Magazzino Tiburtina, stanza della scuola di italiano.
D. richiedente asilo in Italia.
S. richiedente asilo in Italia.
K. richiedente asilo in Italia.
D: Siamo stati in Italia per molto tempo e non abbiamo avuto case, stiamo sulla strada e questa è la questione che possiamo discutere insieme. Cosa pensi di questo?
S: Per me la casa è molto importante, perché un rifugio è uno dei bisogni basilari dell’essere umano. La prima cosa che dovremmo avere è una casa, un posto dove dormire e dopo possiamo frequentare le scuole regolarmente, possiamo trovare lavoro, integrarci con le persone.Tutte queste cose senza la casa non sono possibili perché nessuno si può integrare con te a meno che tu viva in buone condizioni e abbia vestiti puliti.
Quello che vedo e che tutti devono affrontare qui in Italia è che ogni volta che entro nel treno o nella metro, le persone cominciano a nascondersi la borsa, come ladri. Tutti affrontano questo tipo di cose. Ma se hai una casa e se dormi e mangi bene, possiamo avere dei vestiti decenti, possiamo avere un lavoro e con queste cose ci possiamo integrare con gli italiani. Ma in questo periodo tutti hanno molti problemi perché dormono sulla strada, e dopo che ti alzi tutti i tuoi vestiti sono sporchi e cammini con tutto lo sporco così chi ti vede non si avvicina.
Il secondo problema riguarda la salute: quante persone vivono qui in questo grande capannone? Forse 500, 600, 700, nessuno sa il numero esatto. Ogni volta il numero cresce, è molto facile che si diffonda ogni tipo di malattie e poi abbiamo molti problemi per avere le cure: se voglio andare all’ospedale devo entrare nelle liste, molte code… Il terzo problema è a proposito della commissione: non siamo venuti qui per mangiare o per avere una casa, una cosa molto importante è la commissione per i rifugiati politici. Molte persone qui vivono per un anno o due senza fare alcuna intervista, senza risposta, poi dopo due anni alcuni di essi vanno a fare l’intervista e gli viene negato l’asilo. E se vogliono appellarsi devono aspettare almeno altri due anni. Questi sono i problemi che i rifugiati hanno qui in Italia.
K: Sono entrato in Italia da un anno e mezzo ma dopo essere arrivato non ho trovato le cose che mi aspettavo; ho lasciato il Sudan ed attraverso altre nazioni sono entrato in Italia chiedendo asilo politico. Per i rifugiati nella legge delle Nazioni Unite ci sono alcuni punti che dovrebbero assicurarmi di essere aiutato da quelle nazioni a cui ho richiesto asilo politico. Ma non ho ricevuto questo aiuto. Dopo che sono arrivato qui ero molto confuso perché non sapevo addirittura dove andare a dormire, dove mangiare, ed alla fine ho trovato dove mangiare ma non dove dormire. Ho provato alla fine con degli amici che non abitano in questo edificio ma in un altro e sono andato a stare da loro, ma non mi sarei mai aspettato di vivere in questa costruzione: sono Sudanese ed il Sudan è un paese peggiore dove si vive in case fatte di terra ed erba, ma è ordinato non come qui dove vivo in questo momento. Forse i nostri animali non vivrebbero in un posto come quello in cui sto vivendo. Ma sono costretto a stare qui, perché dove vado? Non ho possibilità di avere una casa perché non posso lavorare anche se ho il permesso di soggiorno ( n.d.r. il permesso di soggiorno per richiedente asilo esclude la possibilità di lavorare)
D: Il problema per i rifugiati a prescindere se raggiungono un risultato positivo o negativo è che molti di loro aspettano fino a due anni per entrare in commissione e dopo questi due anni alcuni di questi potrebbero avere un risultato negativo. E cosa dovrebbero fare? Spendo due anni per risolvere alcuni problemi e dopo due anni ho un niente di fatto. Cosa faccio? Vado in un altro paese oppure aspetto altri due anni per provare ad entrare di nuovo? Forse dopo altri due anni risulto sempre negativo. Quindi vengo dai problemi e rientro nuovamente nei problemi.
La seconda cosa, si parlava di salute. Qui in Italia la cura per i pazienti è veramente difficile. Io non sono mai andato all’ospedale ma molte persone si lamentano che quando vanno all’ospedale se non si tratta di un’emergenza devono aspettare molto tempo. I pazienti non dovrebbero aspettare così tanto tempo.
Se sei fortunato riesci in poco tempo a sapere di quale malattia si tratta ma sei mandato in altri posti, ti danno una carta e ti dicono di tornare dopo tre mesi ma sarò ancora malato, sono quasi sempre malato e può darsi che in questi tre mesi io muoia. E se per esempio mi trasferisco da qui e vado da un altro medico anche lui mi darà tre mesi. Questi sono problemi che non si dovrebbero avere con i medici.
K: Ho tralasciato una cosa, scusate, stava parlando degli indirizzi per accedere alla commissione. Per esempio qui non è organizzato. Se sono un rifugiato dovrei avere un indirizzo certo: quando arriverà il tempo per entrare alla commissione mi verrà spedita una carta così che io sappia quand’è il momento di presentarmi alla commissione. Alle volte arriva il mio turno ma io non ricevo nessuna notizia per cui andrò a controllare o rinnovare e aspetterò di nuovo. Se fosse un po’ meglio organizzato e ci fossero degli indirizzi validi così come dovrebbe essere si saprebbe dove il rifugiato vive ed al momento della commissione riceverebbe una carta per indicargli che il suo tempo è arrivato e lui andrebbe immediatamente alla commissione.
S: Di nuovo a proposito degli ospedali. Se non ho nessuna carta per entrare dal dottore allora è più difficile e secondo non parlo la lingua ed allora è sempre molto difficile arrivare al medico. May 20 It's always the same always the same story "Tell me what, when I can come in" To a hopeless troglodyte But one more time my answer stands I swear I mean "no opens" But you better learn to read it's all 'bout membership
Hey, for you to note Ugly girls and boys I put you on my list And make you clap to this But, man, I just don't that trip My only one commune And soon you're saying different
Allora, ora che ho un pò di tempo racconto l'accaduto...
Un sabato pomeriggio fà (3 maggio per la precisione) ero a Villa Pamphili con alcuni amici, e mentre ci godevamo un pò di sole, una visione: arriva Nanni Moretti! che si ferma vicinissimo a noi, perchè la coincidenza ha voluto che suo figlio e la sua ex moglie fossero proprio lì a due passi, uno a giocare a pallone con gli amici, l'altra a conversare con un'amica.
I miei amici gli vanno incontro e lui gentilissimo accetta anche di parlare a telefono con un ragazzo, suo "fanatico" fan, e poi si siede sull'erba a leggere un giornale.
Dopo un pò ci alziamo a giocare a palla e inizia il "dibattito" .
Due premesse:
1. la settimana prima ero uscita con un ragazzo, conoscenza come del gruppo, dichiaratamente e palesemente di destra, nonchè solito bamboccio. Perchè ci sono uscita? mmm... beh, così giusto per noia... come fù per il "depilato"... ma questa è un'altra storia...
2. la mia seconda storia importante l'ho avuta con un ragazzo di destra, che cmq era davvero un bravo e carissimo ragazzo, serio, con intenzioni serie (matrimonio e figli ... ovvia la mia fuga a Berlino!), che mi coccolava e mi viziava, e soprattutto... eh beh... quando uno merita, merita!!! diciamo il ragazzo era ben "dotato"... tant'è che tra le mie amiche è conosciuto come "l'ottava meraviglia del mondo"... ebbene sì, esiste! io l'ho vista e... che dire!! rimpianti su rimpianti... eheheheh! La storia finì proprio per ragioni politiche: lui era dolcissimo, protettivo, simpatico, carino e ... ma era di destra, convinto sostenitore di Berlusconi... non potevo sopportarlo, soprattutto perchè lui ci credeva davvero. Ed io immaginando di crescere un figlio con tali influenze... non me la sono proprio sentita!
Ebbene, torniamo al racconto principale.
I miei amici iniziano a prendermi in giro perchè la settimana prima ero uscita col bamboccio di destra."Ah Elide! ti sei fatta trapanà da un bacarozzo fascistone!!!! magari pure davanti al busto del Duce!!!", e io "Macchèèèèèèèèèèèèè!!!!! solo un bacio bagnato!!!!! ma vi pare??" e loro "Elide se la fa coi bacarozzi...Elide se la fa coi bacarozzi...", ed io "ma lo sapete che lavoro per i diritti umanitari. Io li frequento per convertirli".
In tutto questo Nanni ascoltava tutto. Allora Lisa, da brava palleggiatrice "mi alza la palla per la schiacciata-punto", ovvero dice "voi non sapete a cosa Elide ha rinunciato per ragione politiche" e lì, superando la mia fantomatica timidezza , sapendo benissimo che Nanni ascoltava, dico "Eh già! all' "ottava meraviglia del mondo"!" e mi chiedono "cioè?", ed io "Tempo fa ero fidanzata con un ragazzo di destra, che voleva sposarmi. Ricco, mi viziava, voleva comprarmi una macchina e pagare per me le spese per un appartamento... ma soprattutto era... beh... aveva... un... insomma era in possesso di quella che io chiamo l' "ottava meraviglia del mondo". Ed io ho rinunciato a tutto questo (soprattutto all'ultima cosa!), perchè nel 2006, convinto sosteneva la campagna elettorale di Berlusconi"... Nanni rideva...
Da lì tutto un dibattito sulle differenze tra gli uomini di destra (spesso galanti nelle uscite, più a modo, simpatici, "prestanti" perchè ci tengono a non deludere e a non deludersi! ma completamente cazzoni nelle conversazioni culturali e politiche) e quelli di sinistra da andare ormai a cercare solo nei centri sociali (meno galanti nelle uscite perchè siamo tutti uguali...mah... spesso pallosi e troppo presi dalle loro lucubrazioni mentali, e a volte, ahimè deludentida quel "punto di vista" per le troppe canne che si fanno, cmq in grado di reggere conversazioni culturali e politiche)... Nanni rideva a crepapelle e prendeva appunti!!
Nel tardi pomeriggio Nanni Moretti va via, ci saluta, e si avvicina a me chiedendomi "Allora, "l'ottava meraviglia del mondo"...?", ed io, subentrata la mia timidezza, mi limito solo a rispondere "Una cosa incredibile!" e gli sorrido. FINE.
Fine???? seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee 
Ormai sapete tutti con chi avete a che fare, no?
Non potevo farla finire così. Lunedì inizio a cercare su internet la sua mail, ma nulla da fare. Trovo solo il numero della SacherFilm, e del suo socio Barbagallo da cui però si è separato un anno fà. Che fare? inutile chiederselo. Chiamo! "Buongiorno. Vorrei parlare con il signor Barbagallo", la segretaria "Si, glie lo passo. chi devo dire?", e io "Guardi, non mi conosce, cmq sono Elide.", "Glie lo passo". Attesa. "Pronto Elide, dimmi tutto." Gulp! non me l'aspettavo così facile, cmq nessun timore "Salve. Le chiedoin anticipo scusa per la richiesta che sto per farle. Io vorrei il numero di telefono o la mail di Nanni Moretti. Ho fatto una ricerca su internet ma non sono riuscita a trovare nulla.Mi scusi per la richiesta". "Nessun problema, Elide. In realtà io e Nanni ci siamo separati, per questo non lo trovi più qui, cmq il suo numero d'ufficio è questo xxxxxxxx". "La ringrazio, è stato davvero gentilissimo!", e lui "Figurati. Buona giornata Elide". "Buona giornata".
E così chiamo, non senza emozione, e dopo aver titubato per un pò, Nanni.
Com'era facile attendersi, la segretaria mi dice che non c'è e non sa quando posso trovarlo. Così le chiedo di lasciargli un messaggio "Elide. Villa Pamphili. Ottava meraviglia del mondo. xxxxxxx (il mio numero). Chiamare urgentemente.".
Tutto questo lunedì...
Passa martedì... passa mercoledì... passa giovedì... non demordo. Scriverò una lettera e la porterà di persona al suo ufficio.
Venerdì, alle ore 10.20, mentre parlavo con la mia collega a lavoro, squilla il cellulare. Neanche lo sentivo, me l'ha fatto notare Viviana. Vedo il numero, non lo riconosco lì per lì. "Pronto", "Ah Elideeee", "Chi è?", "Sono Nanni..." ..........................................................................................................................................................................................................................
A questo punto, sono solo due le cose che posso fare: cedere all'imbarazzo e alla timidezza e impappinarmi; o fare spallucce ed essere quanto più "audace" possibile... La seconda! mi si innesta in automatico la seconda possibilità e conduco alla grande (fin da subito dando "del Tu") per dieci minuti una delle più piacevoli esilaranti, divertenti, audaci ma discrete conversazioni telefoniche della mia vita! Nanni, entusiasta, che rideva e controbatteva... alla fine gli strappo una telefonata a fine mese (quando sarà più libero) e un "quasi sicuro" appuntamento, con la battuata "allora mi appunto sulla mia agenda fitta di impegni, chiamare Nanni a fine mese" ................................................................................................................................................................................................................................
Mio Dio! a volte mi spavento di me stessa e della mia capacità di rischiare e buttarmi in situazioni assurde e riuscirne pure vincitrice!
Appuntamento allora a fine mese 
To be continued... May 19 Avere una vita davanti e chiedersi cosa cercare Avere una biga e i cavalli e ridere al sole d’estate Se ieri ero ancora un bambino domani sarò un vagabondo La vita è così si alza al mattino e si abbassa alla sera Un carico di diamanti e il suono assordante di una sirena Sparare un nemico alla testa poi correre al sole d’estate Se ieri ero ancora un bambino da oggi sarò un vagabondo La vita è così si spezza al mattino e si arriva alla sera I platani intorno ad un’aiuola mi sdraio a guardar la risacca nel cielo Quei toni d’azzurro mi fanno davvero apprezzare i colori al sole d’estate Se ieri ero ancora un bambino domani sarò un vagabondo La vita è così si accende al mattino e si spegne la sera Se ieri ero ancora un bambino domani sarò un vagabondo La vita è così si alza al mattino e si abbassa alla sera...
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